Chiunque abbia fatto parte di una redazione, anche solo per supportare i pochi eletti ammessi a scrivere in un giornale, quelli con un contratto di giornalismo vero e proprio (sempre di meno!), si sarà reso conto di quanto poco conti il libero pensiero, la propria competente valutazione, la semplice osservazione attenta della realtà nella comunicazione veloce.
Autore: Chiara Merlo
Se la criminalità è in rapporto alla società con la sua cultura (l’opinione pubblica e la legislazione, mutevoli), […]
Massima urgenza: nel fuoco bruciano i nostri ricordi d’autore.
“Fahrenheit 451” di Ray Bradbury, con la regia di Luca Ronconi
Nel grande libro del comunismo, lotta e rivoluzione sono le parole scomode di un’ideologia scaduta.
frammento 314
Poi ti fermi. Le foglie cadute. Io mi siedo sul muretto. Silenzio. Poi ti dico che mi hai deluso. Tu sorridi. Non capisco. Non aggiungo altro e penso di avere anche sbagliato a dire deluso. Tu veramente non mi hai deluso. Perché io non mi aspettavo più niente. Camminavo a testa bassa e tu mi hai fermato, volevo andare oltre, e tu mi hai trattenuto. Ma no! Non mi hai neanche trattenuto!
Ho le parole sbagliate.
E io non volevo.
Ma non è vero! Ti ho voluto.
Ho pensato che non poteva più succedere, e invece tremavo.
Ho alzato gli occhi e tu mi guardavi...ma perché mi guardavi?
frammento 308
Scorticata. Le dita di una mano sfregavano sull’altra e con lento lavorio, soprattutto delle unghie, lei si toglieva la pelle. Senza rumore, a non farsi vedere, seduta verso il niente, guardando indietro nel tempo, sospirando e gemendo. La pelle di sotto emergeva viva e sanguinante e lei così ne sentiva il calore. Un rivolo rosso correva lungo la vena dell’indice che porta al polso, ma quello non era ancora lo strato di sangue che sperava di trovare.